ualche anno fa, visitando la Rocca di Soncino insieme ad un gruppo di arcieri, fantasticavamo sul fatto di poter trascorrere qualche giorno tra le sue antiche mura, immaginandoci quel luogo animato da arcieri, armati, ma anche di gente comune, impegnata nelle semplici occupazioni quotidiane.
 
Il sogno è rimasto lì, nel cassetto, per diversi anni… e proprio quando quasi non ci si pensava più ecco arrivare la notizia dalla Confraternita del Dragone che ci sarà la possibilità di avere la Rocca a nostra disposizione per 3 giorni ed organizzare un assedio in piena regola. Questo si che è parlare! Così, dopo mesi di preparazione eccoci pronti a cominciare questa nuova avventura, insieme al nostro inseparabile trabucco che ci supporterà durante le fasi più "infuocate" dell'assedio. Già da venerdì sera viene allestito dagli assedianti un grande accampamento sotto le mura della rocca, mentre chi sta all'interno comincia ad organizzare le difese. Parte della mattina e del primo pomeriggio è dedicata all'addestramento delle truppe che devono imparare a muoversi compatte, serrando gli scudi, gli arcieri si allenano invece nei tiri a parabola, che per essere efficaci e formare uno sbarramento di frecce, devono essere effettuati in perfetto sincrono per colpire il nemico alla giusta distanza.

inalmente verso il tardo pomeriggio l'assedio inizia e gli scontri si susseguono durante il sabato e la domenica senza che nessuna delle due fazioni riesca ad avere la meglio, finché dopo una lunga e difficile avanzata (non priva di colpi a sorpresa da parte degli infidi arcieri nella rocca), riusciamo faticosamente a sfondare le difese con azioni alternate di armati, arcieri, artiglieri ed entriamo, archi carichi e sguardo verso i camminamenti che fino ad un momento prima pullulavano di arcieri.
 
Invece niente: il cortile è sgombro e si può avanzare a quello più interno dove si sono asserragliati i difensori. Dopo momenti carichi di tensione (difficile non farsi prendere dall'adrenalina) l'equilibrio tra le due parti si spezza e i difensori, ridotti allo stremo delle forze si arrendono, depongono spade e archi e ci consegnano la rocca. Tra vincitori e vinti pace è fatta, tutto si conclude in armonia così come è cominciato e, a parte qualche normale scaramuccia con il guastafeste di turno, l'impressione è stata certamente positiva. Il lavoro da fare è tanto, certo, alcuni gruppi si dovranno meglio equipaggiare, qualche arciere dovrà rendere più filologiche le proprie frecce, altri gruppi si uniranno a noi e certamente, con la collaborazione di tutti, potremo migliorare ed aumentare di numero per offrire a noi stessi ed al pubblico, accorso numeroso, un evento da ricordare. Nel frattempo… un evento importante attende gli Arcieri nel Tempo: mancano ormai pochi giorni alla partenza per Hastings e l'agitazione è alle stelle, una settimana ancora di legatura e impennaggio frecce per completare la dotazione minima richiesta (24 frecce per ogni arciere, siamo in 20… ), un controllo finale di tutto l'equipaggiamento e… via! Pronti per scaricare tutte le nostre frecce sull'armata sassone ed infliggere il colpo fatale all'Aroldo.