a posizione Ŕ essenziale in quanto permette di costruire delle stabili fondamenta per il tipo di tiro effettuato dall'arciere storico. Impossibile pensare di tendere archi sempre superiori alle 50 libbre, pensati per sfondare le armature, alzandosi sulle punte dei piedi. Solo una volta acquisita padronanza del fondamentale sarÓ possibile dimenticarlo. Gli Arcieri nel Tempo hanno ricostruito la posizione di tiro a partire dalla documentazione prevalentemente iconografica ed in alcuni casi cartacea. Di seguito riportiamo un'estratto di quanto caratterizza la posizione che viene usalmente insegnata all'apprendista arciere, riassunta nei seguenti brevi punti:

 

  • Piedi radicati in terra ad una distanza pari alla larghezza delle spalle, il peso cade centralmente e si sposta parzialmente sulla gamba anteriore in fase di caricamento dell'arco.
  • Le spalle sono basse, pesanti e parallele al terreno, la loro posizione non viene modificata per tutta la durata del tiro.
  • Il busto Ŕ eretto, perpendicolare al terreno, in posizione naturale.
  • Gli avambracci sono diritti e in tutto il processo di tiro non vengono modificati nella posizione, come se fossero i gomiti a guidare il movimento.
  • L'arco viene tenuto, quando lo spazio lo consente, "tra le ore una e le ore due" (ore unidici e ore dieci per un mancino), le braccia sono "naturalmente" flesse, senza oscurare il bersaglio.
  • L'arco viene aperto dividendo in egual misura tra le due braccia la forza di trazione e quella di spinta, come a voler entrare nell'arco.
  • Dopo la scoccata, la posizione non viene modificata fintanto che la freccia non ha raggiunto il bersaglio.
  • Ad impatto avvenuto possiamo distogliere la concentrazione, o meglio lo Spirito, dalla freccia e quindi abbassare l'arco per un eventuale nuovo incocco.