gni qualvolta una macchina lanciava il suo proiettile, o che stesse per arrivare, l’urlo che riecheggiava era: “Balista”!! Per secoli questo termine è stato usato in ogni esercito scatenando terrore o incitamento. Gli arcieri sovente si vedevano impegnati al fianco di queste macchine, il martellamento sul nemico, di pietre, spezzoni incendiari e di frecce, poteva decidere le sorti di una battaglia e ridurre in maniera significativa la durata temporale di una guerra.
Gli Arcieri nel Tempo non possono certo farsi mancare un alleato così importante e determinante in una rievocazione, dove arcieri, artiglieria, cavalleria e fanti, rendono possibile rievocare immagini, dimensioni e suoni persi nel tempo.
 
Le nostre macchine sono state scelte e ricostruite in funzione di necessità belliche, come avveniva nel passato, avendo però il vantaggio rispetto ai nostri antenati, di sapere prima a quali risultati portano le macchine nelle diverse fasi della battaglia.
Se dobbiamo difendere uno spalto, mura o campo fortificato, potendo muovere al suo interno il marchingegno o addirittura i marchingegni, la scelta cadrà su “Onager” o “Asino Scalciante”, macchina di derivazione greca, molto usata dagli eserciti di Roma, azionata da una molla a torsione a braccio singolo, composta da un fascio di funi orizzontali caricato a torsione, che regge serrato al centro il piede di un alto braccio (vedi figura qui a lato), che una volta abbassato oppone una contro-torsione aumentando la pressione di ritorno della molla a fasci, al punto che, una volta rilasciato, poteva scagliare una grossa pietra con gli effetti devastanti che vi lasciamo immaginare.


 
Altra macchina scelta è la “Balista” o meglio “Carro Balista”. Un grosso balestrone a due braccia di spinta azionate con fasce di torsione verticali (vedi figura qui a lato) Montata su due grosse ruote poste lateralmente al telaio di torsione che a sua volta poggiava su di un lungo piede fornito anch’esso di una piccola ruota di direzione, appariva così come una grossa rampa di lancio con la forma di un grosso “Triciclo”. Essendo i dardi e i rivettoni che lanciava davvero molto grossi e potenti, poteva abbattere e trapassare anche i muri di scudi più pesanti e inchiodare i cavalieri alle selle dei cavalli.
Il modello da noi scelto è del pieno medioevo, molto imponente e sinistro, che può colpire il nemico non solo materialmente ma anche psicologicamente, incutendo terrore.
Ma la Balista può essere usata anche in fase di attacco, se poi abbinata al nostro “Trabucco” a contrappeso fisso, evoluzione del mangano a mano, ed il cui arrivo in Europa risale a dopo la prima crociata. Il Trabucco venne quindi adottato immediatamente in Europa ed oggi anche da noi. Trabucco e Balista, abbinati agli arcieri, spianano la strada al nostro “Ariete”, macchina usata in tutte le epoche, armato con il suo grande tronco munito di una grossa cuspide di ferro, difficilmente troverà un portone che gli resista.

Ecco, queste sono le macchine degli Arcieri nel Tempo e se durante una battaglia, che sia giorno o notte, sentirete urlare “Balista!!”, mentre scie luminose vi sibilano sulla testa e meteore di fuoco vi cadono attorno, se siete amici rallegratevi... ma se siete nemici fuggite!
Sono arrivati gli Arcieri nel Tempo.