l sole è già calato da un pezzo sul castello di Cusago, quando l’esercito di Ludovico il Moro viene sorpreso dai mercenari francesi giunti sul posto per spodestare Ludovico, non più alleato con il re di Francia. I mercenari francesi, composti da arcieri, fanti e cavalieri, si accampano nei pressi del castello e, dopo che la loro richiesta di resa è stata rifiutata, si preparano ad attaccare. Hanno con loro anche un trabucco che viene immediatamente montato e posizionato in modo da aprire una breccia nelle mura del castello e minare le difese di Ludovico il Moro. Ecco che viene accesa una striscia di fuoco lungo tutta la fila degli arcieri e la prima selva di frecce incendiarie lanciate contro il castello, segna l’inizio dello scontro.
La striscia di fuoco rimarrà accesa per tutta la battaglia, utilizzando un apposito canale preposto all'uopo, permettendo agli arcieri una facile accensione delle frecce e creando allo stesso tempo una cortina di fumo per nasconderli agli occhi del nemico. Nel fronte opposto, l’esercito di Ludovico ha dalla sua un’altra micidiale macchina - l’onagro - che lancia proiettili di fuoco contro gli assedianti. Le macchine di entrambi gli eserciti sono poste in linea trasversale rispetto al campo di battaglia così da creare una linea di fuoco incrociato, che illumina la scena consegnandola agli occhi del pubblico. Dopo innumerevoli scontri ed una temporaneo armistizio, chiesto dai difensori, la battaglia si conclude la domenica successiva ai piedi del Carroccio, con la vittoria dell’esercito di Ludovico che ancora una volta riesce ad avere la meglio sugli invasori francesi. Il castello di Cusago resta così a Ludovico ed ai suoi abitanti che potranno stare tranquilli... ...almeno fino all'anno prossimo.
Questa la breve cronaca dell’assedio rappresentato a Cusago quest’anno, sicuramente più spettacolare degli anni passati, vuoi per i numerosi fuochi accesi dalle frecce e dalle palle infuocate lanciate da Trabucco ed Onagro, vuoi per i corpo a corpo sul campo di battaglia illuminato dal fuoco e denso di fumo e non ultimo per l’intervento della cavalleria che aggiunge sempre un particolare fascino e completa degnamente una battaglia.

a forse qualcuno si domanda: com'è vivere una battaglia da dentro? Cosa si prova a partecipare ad un evento di questo tipo? Dall'interno tutto è molto diverso. Quando stai partecipando non riesci a renderti conto di quello che ti sta intorno, l'attenzione è prevalentemente rivolta ai comandi, alle palle infuocate che ti arrivano addosso ed alle mille insidie che si nascondono in una battaglia. Il nemico non è li per guardare. I tempi diventano serrati ed i comandi concitati. Il semplice ritardo in un movimento, potrebbe lasciarti rapidamente circondato da nemici. La capacità di produrre un risultato utile è spesso l'esito di un lavoro sincronizzato con altri armati. Mancare la copertura degli armatiche si avvicinano al nemico può portare facilmente alla loro decimazione (...e conseguentemente alla tua). Solo dopo, dai racconti di chi ha assistito o dalle foto che qualcuno ha scattato, realizzi quanto davvero è accaduto. Gli schemi disegnati sul campo dagli eserciti, la perizia dei comandanti ed il valore dei combattenti. Solo allora ti rendi conto di aver ricostruito un evento storico emozionante e anche, perché no, di aver prodotto cultura.
Ma in fondo è giusto così. L'evento non sarebbe credibile altrimenti. La forza della rievocazione si appoggia tanto sulle tecniche ed i materiali impiegati quanto sulle emozioni vissute dai protagonisti, che non sono attori e che non sarebbero quindi credibili in una "recita". Occorre fare sul serio. Non è sufficiente quindi spendere importanti somme in armamento (queste ultime, per noi arcieri arcieri, ahimé, a fondo perso in quanto "bruciate" in un attimo di furore!) se poi non si è in grado di uscire dal cliché. Di qui la necessità di un continuo rinnovamento, che impedisca agli Arcieri nel Tempo di sedersi su uno stereotipo prefissato del tipo sfilata o torneo. Rievocare un evento come una battaglia costringe ad un continuo rinnovamento. Nuova la logista: un castello, un campo, una rocca. Nuovi gli avversari. Nuovi gli armamenti, che devono cambiare per sfruttare l'effetto sorpresa. Conseguentemente gravoso l'impegno. Ma così diventa certo anche il divertimento per chi assiste, oltre, ovviamente, al nostro. Questa è la caratteristica degli Arcieri nel Tempo e chi ha collaborato e collabora con noi sa che diversamente non si va da nessuna parte.

ora una breve puntualizzazione sgradevole quanto doverosa. In molti casi, e questo evento di Cusago non ha fatto eccezione, veniamo a conoscenza del fatto che la nostra immagine viene utilizzata per promuovere eventi a noi estranei. Ciò che è peggio, non viene richiesta la nostra autorizzazione e così ci troviamo improvvisamente "apparentati" a gruppi e manifestazioni che non seguono la nostra linea di pensiero. Arduo combattere un nemico che si muove all'ombra e che colpisce alle spalle. Spesso i fatti ci vengono all'orecchio quando ormai il danno è stato fatto.
Gli Arcieri nel Tempo esistono come tali dal 1997 ed il patrimonio che abbiamo gradatamente costruito negli anni è a disposizione di tutti, ma occorre che noi lo si difenda con decisione, proprio perché di tutti possa restare. Siamo ben felici di assistere alla crescita di gruppi che, come noi, sono appassionati alla rievocazione storica e siamo altrettanto felici di collaborare con chi s’impegna seriamente in tal senso. Invitiamo invece coloro che sfruttano la nostra immagine, a concentrare le proprie energie su qualcosa di veramente costruttivo ed originale. Diversamente, oltre a non convincere se stessi, non si sarà in grado di convincere nemmeno un pubblico certamente appassionato ma anche (e ne siamo contenti) sempre più attento ed esigente. Invitiamo inoltre tutti gli appassionati a richiedere informazioni e materiale direttamente alla fonte, sul nostro sito, via email ad o telefonicamente ai numeri segnalati.