l tema della manifestazione, svoltasi il 14, 15 e 16 Settembre 2001, è stato il medesimo descritto in occasione dell’edizione del precedente anno, con Re Ricciardo, sua figlia Fiordispino ed il pretendente, l’irascibile Ulderico, all’origine della battaglia che si è svolta proprio davanti al maniero. Ma per noi, la protagonista assoluta di questi giorni è stata la nostra “Balista” (detta più familiarmente Evarista), che dopo anni di duro lavoro, modifiche e arrabbiature del nostro artigliere, quest’anno ci ha premiato con tiri degni della sua fama. Evarista ha funzionato perfettamente sia durante l’assalto al maniero con tiri di frecce infuocate, sia fino a tarda notte quando, mai paghi, ci divertivamo a sfidare e mettere alla prova la sua potenza facendoci tirare addosso i suoi micidiali dardi, debitamente protetti dietro una ventaglia in legno. Anche questo, del resto, fa parte della vita da campo, quando rimangono accese solo le luci delle torce e il silenzio ritorna unico protagonista del posto.

 
Dietro tutto questo vi è un grossissimo impegno, soprattutto nell’intento di rispettare, nel limite del possibile, i materiali e le tecniche dell’epoca. Non sempre tuttavia ciò che viene studiato sulla carta si dimostra efficace ed a lavoro ultimato spesso si scoprono problemi che mai si era pensato di incontrare in fase di progetto. La difficoltà che incontriamo ai giorni nostri nel costruire ma soprattutto nel rendere funzionante una macchina da guerra, derivano dal fatto che non esistono dei veri e propri manuali, tutte le descrizioni, gli studi di carattere scientifico risalgono già al III secolo a.C. ma va detto che la costruzione delle armi da guerra ha sempre avuto a che fare con il segreto di stato e che all’epoca, i costruttori di strumenti di precisione, falegnami e ingegneri, erano anche creatori che non si ripetevano assolutamente mai. Un bel pezzo di artiglieria restava sempre un'opera unica, eccezionale, per la quale gli artefici concepivano una fierezza d'artista e del resto, la forma e la potenza dei macchinari mutavano necessariamente, a seconda del materiale impiegato, della sua resistenza ed anche del bersaglio da raggiungere.

oi "guerrieri moderni" ci scontriamo con la necessità di costruire macchine efficaci, perfettamente funzionanti, ma anche trasportabili con i mezzi a nostra disposizione e chi ci ha visto all’opera anche nelle sole operazioni di carico e scarico di questi bestioni può immaginare cosa comporta portarsi appresso materiali così ingombranti. Il nostro sogno è quello di riuscire, un giorno, a costruirne una sul campo di battaglia così come avveniva allora e… non è detto che un giorno non molto lontano questo sogno possa avverarsi.
Per il momento siamo fieri e grati al nostro mitico Artigliere ed ai suoi fedeli assistenti, per averci regalato la possibilità di vedere finalmente all’opera la nostra Evarista e vi diamo appuntamento alla prossima edizione del Palio di Corneliano in occasione della quale, siatene certi, sapremo stupirvi con qualche altra diavoleria dell’epoca.